La base navale russa in Siria

levitra pills without prescription Tartus è un notevole punto strategico nel Mediterraneo e riveste una considerevole importanza nella politica russa in Siria. La base navale di Tartus si trova a circa 25 km a nord dal confine con il Libano, ospita un’installazione navale di approvvigionamento e manutenzione dall’epoca sovietica, nell’ambito di un accordo del 1971 con la Siria. Come riportato in un articolo del Nodo di Gordio, la base fu creata inizialmente nel corso della Guerra Fredda come supporto alla flotta della Marina sovietica nel Mar Mediterraneo. Nel corso gli anni 70, punti di supporto simili si trovavano in Egitto (Port Said) e a Latakia, in Siria. Nel 1977, le basi di appoggio egiziano ad Alessandria e Marsa Matruh furono evacuate e le navi e i materiali trasferiti a Tartus, dove la base di appoggio navale fu trasformata nella 229^ Divisione navale di supporto. Sette anni più tardi, il punto di supporto di Tartus fu ristrutturato diventando il 720° Punto di Supporto logistico.

viagra tablets purchase Nel 1991, dopo il crollo dell’Unione Sovietica, la flotta russa del Mediterraneo, il 5° Squadrone Mediterraneo, composto da navi della Flotta del Mar del Nord e della Flotta del Mar Nero, cessò la sua esistenza. Da allora, navi e sottomarini russi hanno effettuato occasionali spedizioni nel Mar Mediterraneo. La base di supporto logistico navale in Siria è ora parte della Flotta del Mar Nero. Si compone di tre bacini galleggianti di cui uno è operativo, un laboratorio di riparazione, strutture di stoccaggio, caserme e altre installazioni.

http://alllawcafe.com/?x=can-discontinuing-lasix-cause-breathlessness Nel mese di dicembre dello scorso anno, la camera alta del parlamento russo votò per estendere la locazione della base militare navale a Tartus, in Siria, di altri 49 anni, rinnovabile automaticamente per periodi successivi di 25 se nessuna delle parti notifica, con un anno di preavviso dalla scadenza, la volontà di cessare il contratto. Dopo il voto, il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu aveva annunciato piani per espandere la struttura navale del Mediterraneo, creando un’area per la permanenza simultanea di 11 navi da guerra, anche a propulsione nucleare. La Marina Russa utilizzerà l’infrastruttura di base gratuitamente. L’accordo è di natura esclusivamente difensiva e non sarà utilizzato contro paesi terzi. Secondo il sito Mil.today, la Russia ha il diritto di fare arrivare nella base navale di Tartus tutte le armi e le munizioni reputate necessarie al funzionamento della struttura.

http://whenwaterwaseverywhere.com/?x=buy-generic-viagra-online All’inizio del 2017, la task force della Marina Russa per il Mediterraneo era cresciuta fino a 15 navi da guerra e come riportato dal blog 38esimoparallelo.com, nel mese di marzo di quest’anno era in corso una build up delle forze navali russe nel Mediterraneo orientale nel momento in cui gli Stati Uniti minacciavano di intervenire contro le forze governative siriane. Il 12-13 marzo, due importanti navi militari russe – la fregata Admiral Essen, della classe Admiral Grigorovich, e la fregata anti-sommergibile Pytivyy, della classe Krivak II, sono state fotografate mentre transitavano verso sud attraverso il Bosforo.

clomid drug facts La Admiral Essen, seconda fregata del Progetto 11356, era stata assegnata alla Flotta del Mar Nero il 7 giugno 2016. La fregata è armata con missili da crociera Kalibr-NK con un raggio di 2.500 km, un sistema missilistico terra-aria Shtil-1 a medio raggio, sistemi d’artiglieria A-190 calibro 100 mm e siluri. Imbarca inoltre un elicottero Ka-27 (o Ka-31). La nave di 3.620 tonnellate, misura 124,8 metri di lunghezza, ha una velocità di 30 nodi e un’autonomia di navigazione di 30 giorni. Lo scorso anno la fregata Admiral Essen della flotta del Mar Nero aveva lanciato dei missili da crociera Kalibr contro le postazioni dello Stato Islamico nella regione di Deir-ez-zor in Siria.

Nelle ultime ore circolano notizie di un imminente attacco americano alla Siria in risposta al presunto uso di armi chimiche sulla popolazione siriana di Douma. Nel caso in cui le truppe russe fossero messe in pericolo o colpite non si può escludere che, per reazione alla minaccia, oltre all’utilizzo dei sistemi di difesa missilistica aerea S-300 e S-400 presenti nel paese, possano essere utilizzate anche le navi russe nel Mediterraneo.

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