Vietnam: voglia di America – L’Indro

lowest price on levitra Le analisi di Francesco Tosato, Ce.Si., e di Elvio Rotondo, Nodo di Gordio, sugli interessi strategici dietro l’inedita intesa. A distanza di oltre quarant’anni dalla fine della guerra del  http://joindalmontcantwell.com/?x=prescription-drug-patent-expiration-viagra-dosage&1f3=6e Vietnam, il rapporto del Paese con gli  Stati Uniti è cambiato in maniera radicale. La normalizzazione delle relazioni diplomatiche bilaterali all’inizio degli anni Novanta, la revoca dell’embargo statunitense decisa dal Presidente Usa Bill Clinton nel 1994 e l’introduzione in Vietnam di un’economia di mercato, a partire dalle riforme economiche di metà anni Ottanta, hanno permesso ai rapporti commerciali fra i due Paesi di crescere a ritmo costante.

Ma la vera svolta nelle relazioni fra Usa e Vietnam vi è stata sul fronte della sicurezza e delle politiche di difesa, un terreno su cui il confronto fra due nazioni un tempo divise da uno dei conflitti più sanguinosi del Novecento sarebbe stato impensabile sino a pochi anni fa. Un confronto reso possibile solo grazie a un lento ma costante percorso di avvicinamento fra i due Paesi, fotografato con grande precisione da Francesco Tosato, Senior Analyst e Responsabile del Desk Affari Militari presso il Ce.Si. (Centro Studi Internazionali).“Si è trattato di un lungo cammino culminato nell’era della Presidenza Obama, in particolare negli anni del suo secondo mandato, e che risulta strettamente legato all’evoluzione dello scenario geostrategico del Mar Cinese Meridionale. Tale scenario vede una comunione di interessi fra Vietnam e Stati Uniti nel far sì che il Mar Cinese Meridionale non diventi un ‘lago’ di pertinenza cinese. Sulla base di queste considerazioni i due Paesi hanno iniziato un percorso caratterizzato da un primo avvicinamento a carattere economico nel corso degli anni Duemila, legato al boom delle cosiddette ‘tigri asiatiche’, e successivamente, a causa della crescita delle ambizioni cinesi nell’area, da un avvicinamento, seppure molto cauto, relativo alle tematiche della difesa e della sicurezza marittima in particolare.

Secondo Elvio Rotondo, Country Analyst de Il Nodo di Gordio, “il rafforzamento delle relazioni tra Stati Uniti e Vietnam arriva nel 2014 quando Hanoi aveva protestato contro le azioni della Cina. La Cina aveva collocato un impianto di trivellazione nelle acque vicino alle isole Paracel, rivendicate dal Vietnam, evento che ha scatenato rivolte anti-cinesi nel Paese. Questo evento, insieme al build up della Cina nel Mar Cinese Meridionale, aveva portato alla revoca da parte degli Stati Uniti delle sanzioni al Vietnam: evento importante che ha permesso la ripartenza dei rapporti tra due Paesi in guerra per un lungo periodo, chiudendo così uno dei capitoli più cupi della politica estera americana”.

La maggiore assertività di Pechino nell’area del Sud-Est asiatico ha impresso un’accelerata decisiva alla diversificazione militare da parte del Vietnam orientando il Paese a una cooperazione proprio con gli Stati Uniti allo scopo di proteggere i propri interessi costieri dall’aggressività cinese. “In seguito alla militarizzazione dell’area portata avanti dalla Cina con la costruzione di una serie di isole artificiali destinate alle installazioni militari, e dopo il grave incidente del 2014 causato dalla perforatrice che i cinesi portarono di fronte alle coste vietnamite in palese violazione dei diritti di Hanoi sulla sua Zona Economica Esclusiva, il Vietnam si è trovato di fronte alla necessità di rivedere la propria strategia militare, tradizionalmente basata in via prevalente sullo strumento terrestre a causa dell’esperienza maturata tanto durante la guerra con gli Stati Uniti quanto in occasione degli incidenti di frontiera con la Cina”- sottolinea Tosato – “Oggi, il Vietnam è costretto ad adottare una dinamica di protezione delle proprie coste e della propria Zona Economia Esclusiva e a tal fine la politica di Hanoi è chiamata ad individuare forniture militari agevolate messe a disposizione da partner diversi da quelli a cui si è finora rivolta. Se infatti negli ultimi anni il Vietnam ha potenziato la propria marina militare soprattutto grazie ai tradizionali armamenti russi, il pattugliamento della Zona Economica Esclusiva e la necessità di prevenire scontri con la marina cinese ha reso prioritario per il Paese il potenziamento della propria Guardia Costiera. In relazione a questo particolare settore il Vietnam ha cercato l’ausilio di alcuni partner regionali a cui appoggiarsi per portare avanti le sue rivendicazioni. Fra questi partner una posizione di prima piano è rivestita proprio dagli Stati Uniti i quali hanno consegnato una serie di pattugliatori in disuso della propria Guardia Costiera alla Guardia Costiera vietnamita. Nel comunicato ufficiale seguito alla visita del presidente Usa Donald Trump in Vietnam del 12 novembre scorso, Hanoi ringrazia infatti espressamente gli Stati Uniti per la fornitura di un pattugliatore Hamilton Class a condizioni estremamente vantaggiose”.

Continua a leggere l’intervista a Elvio Rotondo, Country Analyst de “Il Nodo di Gordio” su: http://www.lindro.it/vietnam-voglia-di-america/

 

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