Prevista visita del premier giapponese in India

Secondo alcune fonti del governo giapponese, il primo ministro Shinzo Abe starebbe organizzando una visita in India, ad Ahmedabad, per partecipare alla cerimonia di inaugurazione, di un collegamento ferroviario ad alta velocità con tecnologia giapponese (treno proiettile).

Secondo alcune fonti, durante la visita, prevista alla fine di settembre, Abe indosserà i panni di “venditore” affinché l’India adotti la tecnologia giapponese, shinkansen, anche per altri sistemi ferroviari indiani, in concorrenza con la Cina che mira ad ottenere ordini per i progetti. La ferrovia di 500 km collegherà Mumbai ad Ahmedabad, nell’India occidentale, con servizi previsti per l’inizio del 2023.

Abe terrà colloqui con la sua controparte indiana, Narendra Modi, durante la visita. L’India si è impegnata a costruire ferrovie ad alta velocità concentrate sulle quattro grandi città di Delhi, Mumbai, Kolkata e Chennai. Lo scorso novembre, Durante la sua visita, in Giappone, Modi ha viaggiato, con il premier giapponese, su treni veloci sulla rete Shinkansen da Tokyo a Kobe, per visitare l’impianto di treni proiettili della Kawasaki Heavy Industries Ltd., produttore di carrozze dell’elettrotreno per linee veloci “shinkansen”.

Lo Shinkansen è la rete ferroviaria giapponese di treni ad alta velocità sulla quale viaggiano i cosiddetti dangan ressha (treni proiettile). Quindi la parola Shinkansen indica la linea e non il singolo convoglio e significa letteralmente “nuovo tronco ferroviario”. A settembre, Abe e Modi s’incontreranno per la prima volta dall’approvazione della Dieta (parlamento giapponese) di un trattato di cooperazione nucleare civile con l’India, (all’inizio di questo mese). Il patto apre la strada a Tokyo per esportare attrezzature e tecnologie nucleari a New Delhi.

E’ probabile che il Giappone sosterrà l’India, carente di energia elettrica, nei settori nucleari e rinnovabili, chiedendo però a New Delhi di mantenere la moratoria sui test nucleari in vigore dal 1998 (Gli esperimenti nucleari effettuati nel 1998 da India e Pakistan furono condannati dal Consiglio di Sicurezza e diedero luogo a sanzioni, e da allora sia India sia Pakistan non hanno più condotto test nucleari, anno in cui entrambi annunciarono l’attuazione unilaterale di una moratoria.).

Ci sarebbero alcune preoccupazioni riguardanti l’uso della tecnologia nucleare esportata in India, che non ha firmato il trattato di non proliferazione nucleare, e che potrebbe quindi utilizzarla per scopi militari. E’ probabile che i due leader siano anche d’accordo sul promuovere la cooperazione in materia di difesa tra Giappone, India e Stati Uniti, in considerazione delle recenti ed estese attività della Cina nel Mar Cinese Meridionale e nell’Oceano Indiano. L’avvicinamento di Washington a New Delhi è dovuto ai comuni interessi strategici. L’India riveste un’importanza particolare per gli interessi degli Stati Uniti soprattutto in chiave anti-cinese.

Funzionari della difesa di Giappone e India interagiscono in numerosi forum bilaterali tra cui il dialogo 2 + 2, il dialogo sulla politica di difesa e in quello della cooperazione che riguarda la guardia costiera di entrambi i paesi. Nel 2016, l’India e il Giappone hanno inoltre istituito il primo dialogo tra le rispettive forze aeree.

Con tutta probabilità, nel prossimo vertice bilaterale in India si parlerà anche del progetto, Asia-Africa Growth Corridor (Aagc), per contrastare la crescente influenza cinese nel continente africano. L’idea del corridoio Asia-Africa Growth Corridor è emersa nella dichiarazione congiunta del primo ministro Narendra Modi e del primo ministro Shinzo Abe nel novembre del 2016. L’AAGC prevede una strategia di crescita sostenibile centrata sulla popolazione, i cui dettagli si evolveranno attraverso un processo di consultazioni dettagliate in Asia e in Africa, coinvolgendo vari soggetti interessati.

Nel corso del 2016, India, Stati Uniti e Giappone hanno preso parte alle esercitazioni navali congiunte, “Malabar 2016”, nelle acque al largo delle Filippine vicino al Mar Cinese Meridionale. Le manovre sono parte di un evento annuale tra Stati Uniti e India e che dal 2014 hanno incluso anche il Giappone, segnando così una più stretta cooperazione tra i tre paesi che condividono preoccupazioni per le ambizioni militari della Cina.

La Cina avanza pretese territoriali su larghe fasce del Mar Cinese Meridionale, in un complesso mosaico di dispute territoriali e mire energetiche, scontrandosi con alcune nazioni del Sud-Est asiatico e con il Giappone, mentre Washington continua a rivolgere la propria attenzione verso l’Asia per contrastare la crescente influenza di Pechino e il suo rafforzamento militare, che ha innervosito alcuni dei paesi vicini, e per sostenere la libertà di navigazione nel Mar Cinese Meridionale.

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