ISIS: parabola veramente discendente? -intervista a Elvio Rotondo – L’Indro

L’Isis perde terreno, ma la sua parabola è veramente in fase discendente? Risponde Elvio Rotondo

«Lo Stato islamico sembra finito» queste le parole del Ministro della Difesa iracheno sulla base degli ultimi progressi ottenuti dall’ esercito. Proprio in queste ore, infatti, l’esercito iracheno sono arrivate alle rovine di al-Nouri, la moschea dalla quale Al Baghdadiannunciò la nascita dello Stato Islamico. Sì. Un vero e proprio Stato: in questo molto della specificità del fenomeno Isis. Ed è di poche settimane fa la notizia trapelata da fonti russe che vorrebbe il Califfo Nero ucciso.

Creare uno Stato vuol dire creare una gerarchia di potere, delle norme, un’amministrazione, un sistema fiscale che possa garantire delle entrate con le quali finanziare anche l’esercito e la difesa: si pensi alle tasse imposte alle minoranze cristiane oppure il commercio di opere d’arte.

Molto del budget dell’ Isis era, in parte, derivato dal traffico di droga che, a partire dall’Afghanistan, poteva giungere in Europa solamente passando attraverso le mani jihadiste; certamente anche dalle donazioni private da parte di simpatizzanti in Paesi come Arabia Saudita, Qatar e Kuwait; dalle rapine messe a segno sul territorio che man mano veniva conquistato; dal contrabbando del petrolio  sfruttando in particolare le risorse petrolifere nei territori dove sventola la bandiera del Califfato.

A quanto sembra, l’ Isis sembra perdere terreno e questo pone diversi interrogativi, tra cui quale sarà la prossima mossa, a cosa si andrà incontro, se avverrà una mutazione. Per rispondere ci siamo rivolti a Elvio Rotondo, country analyst de Il Nodo di Gordio.

Questi è dell’ opinione che “più che trasformazione credo si possa parlare senz’altro di un adattamento strategico alla nuova situazione militare sul terreno e i lupi solitari potrebbero rappresentare una valida risposta. Con le sconfitte in Iraq, Siria e Libia, il gruppo è disperato ed è alla ricerca di una rivalsa/compensazione, e gli attacchi dei lupi solitari non solo servono a questo scopo, ma sono anche un importante moltiplicatore di forza. Un gran numero di attacchi non coordinati sconvolgono il delicato equilibrio della libertà e della sicurezza nelle società occidentali perseguendo così gli obiettivi politici del gruppo, come l’uso del sentimento anti-islamico in Occidente per alimentare la sua macchina propagandistica”.

E’ ineludibile l’implicazione di molti Paesi occidentali nella creazione di questo ‘mostro’: primo fra tutti gli Stati Uniti con la guerra in Iraq del 2003-2004 che ha portato il teatro siro-iracheno a riempirsi di armi, molte delle quali riempivano le riserve di Saddam Hussein. >

Continua a leggere l’intervista a Elvio Rotondo su L’Indro: http://www.lindro.it/isis-parabola-veramente-discendente/

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