Fondi privati per la difesa sudcoreana

In questo periodo in Corea del Sud si sta pensando di finanziare, almeno in parte, grandi progetti della difesa con fondi privati. Seoul, come noto, sta spingendo per la creazione di una piattaforma, definita dei “tre pilastri” per difendersi dalle crescenti minacce nucleari e missilistiche della Corea del Nord. I tre elementi sono il sistema di attacchi preventivi “Kill Chain”, la Korean Air and Missile Defense (KAMD) e la Korea Massive Punishment and Retaliation (KMPR).

Il presidente sudcoreano Moon Jae-in è impegnato a completare il programma il prima possibile, prerequisito per il trasferimento del controllo operativo di guerra (OPCON) dagli Stati Uniti alle sue truppe. La Corea del Sud avrebbe dovuto riavere l’OPCON (Operational Control) alla fine del 2015. Nel 2012, Seoul, secondo il ministero della Difesa sudcoreano, aveva chiesto che il trasferimento Opcon, previsto per dicembre 2015, venisse ritardato ancora una volta. La richiesta era stata motivata dal terzo test nucleare nordcoreano all’inizio del 2013, che aveva modificato la situazione nella penisola coreana. L’esercito degli Stati Uniti ha il controllo operativo delle forze militari della Corea del Sud dalla guerra di Corea nel 1950, e ha dato il controllo in tempo di pace a Seoul nel 1994, lasciando solo aperta la questione in caso di guerra.

Moon Sang-gyun, portavoce del Ministero della Difesa Nazionale, ha dichiarato, in una conferenza stampa, che “le forze militari, per poter contrastare quanto prima il nucleare e i missili della Corea del Nord, si adopereranno in vari modi, utilizzando anche il sistema BTL (Building-Transfer-Lease)”. È necessaria una revisione legale per l’adozione da parte militare del BTL finanziato privatamente, ha aggiunto.

L’agenzia di stampa Yonhap riporta che l’amministrazione Moon spera di completare il programma dei “tre pilastri” entro il 2020 cercando di riavere l’OPCON entro il suo mandato, che termina nel 2022. Ma ci sarebbero preoccupazioni per il bilancio. Annunciando la sua strategia di difesa a medio termine in aprile, il ministero ha dichiarato di voler impegnare 8,9 miliardi di dollari tra il 2008 e il 2022 per il piano della difesa.

Un nuovo termine per il trasferimento dovrebbe essere all’ordine del giorno quando i capi di difesa si riuniranno a Seoul quest’anno durante il Security Consultative Meeting. Secondo il sistema BTL, gli investitori privati possono costruire strutture pubbliche a proprie spese e darle in leasing per un certo periodo prima di trasferire la proprietà al governo. Nel frattempo, Moon ha detto che non ha ricevuto nessuna risposta dal Nord riguardo all’offerta di colloqui militari bilaterali.

Come riportato sul Nodo di Gordio recentemente, il ministero della difesa di Seoul, avrebbe chiesto un budget record di 43,7 trilioni di won (38,7 miliardi di dollari USA) per il 2018, a causa delle crescenti minacce da parte della Corea del Nord e della necessità di riformare l’esercito, un incremento dell’8,4 per cento rispetto al 2017.

Parte del bilancio verrebbe utilizzato per aumentare i salari dei membri delle forze armate, secondo quanto riferito dal ministero. Durante la campagna presidenziale l’attuale presidente Moon Jae-in, leader liberale, si era impegnato per un aumento fino al 50 per cento del salario minimo.

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