Bombardieri B-1B in prossimità del confine tra le due Coree

La Corea del Nord ha criticato aspramente gli USA in seguito all’esercitazione di due bombardieri strategici B1-B nelle vicinanze del confine tra le due Coree, cinque ore dopo il test missilistico effettuato lo scorso lunedì. In un rapporto dell’agenzia nordcoreana di stato (Korean Central News Agency), Pyongyang ha affermato che i bombardieri B-1B, attualmente dispiegati a Guam, hanno volato sulla Corea del Sud e raggiunto la zona a 80 km ad est di Gangneung, città orientale vicino alla linea di demarcazione militare che funge da confine tra le due Coree. I bombardieri sarebbero stati accompagnati da caccia sudcoreani F15K. Moon Sang-gyun, portavoce del Ministero della Difesa della Corea del Sud, ha confermato l’esercitazione effettuata lunedì ma si è rifiutato di fornire ulteriori dettagli.

Il 29 maggio scorso, la Corea del Nord aveva lanciato un missile balistico dalla sua costa orientale. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa sudcoreana, Yonhap, si tratterebbe di un missile del tipo Scud lanciato da Wonsan, nella provincia del Gangwon, verso il Mare del Giappone, alle 5:39 circa. Il missile avrebbe raggiunto un’altitudine di 120 chilometri e avrebbe volato per circa 450 km. Dopo l’evento, il neo-presidente sudcoreano Moon Jae-in ha ordinato ai funzionari governativi di convocare una riunione del Consiglio di Sicurezza Nazionale.

Il Comando del Pacifico degli Stati Uniti ha confermato che il lancio è avvenuto nelle vicinanze dell’aeroporto di Wonsan, aggiungendo che il missile è stato monitorato per sei minuti fino all’impatto nel Mare Orientale o mar del Giappone.

Il governo giapponese ha naturalmente criticato Pyongyang poiché il missile sembra essere caduto nelle acque vicine al suo territorio. Il segretario del governo giapponese, Yoshihide Suga, ha dichiarato che “il lancio di missili balistici da parte della Corea del Nord rappresenta un grosso problema, dal punto di vista della sicurezza del trasporto e del traffico aereo ed è una chiara violazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”.

I missili Scud nordcoreani, che utilizzano combustibili liquidi, sono noti per avere una gittata di 300-500 km. Recentemente, Pyongyang ha sviluppato una variante dello Scud, (Scud-ER, raggio esteso), in grado di viaggiare fino a 1.000 km. La Corea del Nord ha una grande riserva di missili Scud a corto raggio sviluppati dall’Unione Sovietica. Secondo alcune ricerche, la Corea del Nord starebbe sviluppando missili balistici anti-navi.

Il lancio di lunedì sarebbe il nono dall’inizio dell’anno e il terzo dopo l’elezione del neo presidente sudcoreano, Moon, il 10 maggio. Il 21 maggio Pyongyang ha lanciato un missile a medio raggio, conosciuto come il Pukguksong-2 e condotto un test missilistico, superficie – aria (KN-06), lo scorso sabato. Un funzionario sudcoreano ha dichiarato che “il governo risponderà con determinazione a tutte le provocazioni nordcoreane, ma al tempo stesso stiamo facendo una revisione flessibile delle modalità per consentire scambi umanitari e civili senza pregiudicare le sanzioni internazionali”.

Nella riunione dei G7 in Italia, la scorsa settimana, i leader del gruppo si sono detti d’accordo sul fatto che la Corea del Nord “pone sempre nuovi livelli di grave minaccia alla pace e alla stabilità internazionale”, invitando Pyongyang a “rispettare immediatamente e pienamente tutte le risoluzioni del Consiglio di sicurezza U.N., e abbandonare tutti i programmi missilistici nucleari e balistici in modo completo, verificabile e irreversibile”.

Secondo alcuni osservatori i test indicherebbero progressi, da parte di Pyongyang, nella costruzione di missili in grado di trasportare testate nucleari.

 

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