Chi sono i gruppi coinvolti negli scontri nel sud delle Filippine ?

Truppe filippine con carri armati, sostenute da elicotteri di attacco, si sono scontrate contro decine di militanti legati allo Stato Islamico (IS), nella città assediata di Marawi, (200.000 abitanti) nelle Filippine del sud. Secondo fonti governative  l’80-90% della popolazione sarebbe stata evacuata.

I militanti legati allo Stato Islamico hanno incendiato edifici, sequestrato una decina di ostaggi cattolici e hanno sollevato la bandiera nera che li rappresenta. L’esercito ha inviato soldati e forze speciali, addestrate dagli Stati Uniti, per riprendere gli edifici e le strade nella zona sotto il controllo dei militanti.

Da notizie stampa, i principali fautori dell’attacco sono il gruppo Maute e il Abu Sayyaf Group (ASG) suo alleato.

Il Maute è gruppo minore di nuove formazioni musulmane armate che hanno giurato fedeltà allo Stato islamico e hanno formato un’alleanza con Isnilon Hapilon, leader del gruppo ASG, designato anche leader dell’alleanza. Nel gruppo ci sarebbero anche combattenti stranieri di nazionalità indonesiana e malese. Il gruppo è stato accusato di avere condotto, lo scorso settembre, un attacco che ha causato la morte di 15 persone nella città meridionale di Davao, la città natale di Duterte, presidente delle Filippine, e un certo numero di attacchi alle forze governative a Lanao, subendo anche alcune sconfitte da una serie di offensive militari.

Il mese scorso, truppe sostenute da aerei hanno ucciso decine di militanti del Maute e hanno catturato il loro campo nella giungla vicino alla città di Piagapo di Lanao del Sur. Le truppe hanno trovato bombe costruite in casa, granate, uniformi da combattimento e passaporti di sospetti militanti indonesiani. Il gruppo è stato anche accusato di un fallito attentato nei pressi dell’ambasciata statunitense, a Manila, nel mese di novembre.

Il gruppo Abu Sayyaf Group (ASG), letteralmente “colui che porta la spada”, conosciuto anche come al Harakat al Islamiyya (the Islamic Movement), è il gruppo separatista più piccolo, più attivo e più violento dei gruppi islamici in quell’area delle Filippine ed è stato designato organizzazione terroristica straniera l’8 ottobre, 1997. L’ASG afferma di promuovere uno stato islamico indipendente nel Mindanao occidentale e Sulu, ma nonostante l’orientamento islamista del gruppo, l’uso di tattiche terroristiche puramente a scopo di lucro assottiglia la differenza tra il terrorismo di matrice ideologica e quello semplicemente violento della criminalità organizzata. Il gruppo si è scisso dal Moro Islamic Liberation Fronte (MILF) (gruppo molto più grande) all’inizio del 1990.

La forza stimata del gruppo Abu Sayyaf è tra i 200 ei 400 membri. L’ASG opera prevalentemente nelle province di Sulu, in particolare a Basilan, Sulu e Tawi-Tawi. Il gruppo opera anche nella penisola di Zamboanga, e occasionalmente anche a Manila. Il gruppo è strutturato quasi come una piovra, con i suoi tentacoli che si estendono nelle varie province filippine, ma apparentemente agiscono indipendenti l’una dall’altra. Il gruppo si finanzia attraverso l’attività di sequestro di persone ed estorsioni, rapine, pirateria, oltre ad avere competenze nella guerriglia nella giungla e in quella urbana e avere l’abilità nel fabbricare ordigni esplosivi improvvisati (IED) che usano per le loro attività. Sono noti per decapitare gli ostaggi quando le loro richieste per la liberazione non vengono rispettate.

Il gruppo riceve anche finanziamenti dall’esterno, come le rimesse dei lavoratori filippini all’estero, dagli estremisti di base in Medio Oriente e da gruppi terroristici regionali come Jemaah Islamiya (JI), i cui membri avrebbero fornito addestramento ai componenti dell’ASG oltre ad aver fornito aiuto in diversi attacchi terroristici . Abu Sayyaf è anche ritenuto responsabile dei più sanguinosi attentati nel Paese, compreso quello che nel 2004 causò oltre cento vittime in seguito all’esplosione di una bomba a bordo di un traghetto nella baia di Manila.

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