Bloccato il trasferimento delle isole egiziane di Tiran e Sanafir all’Arabia Saudita

Il 16 gennaio scorso, un tribunale egiziano avrebbe confermato, con una sentenza, l’inammissibilità del trasferimento, da parte del Governo, del controllo delle due principali isole del Mar Rosso, Tiran e Sanafir, all’Arabia Saudita, suo principale finanziatore.

Secondo quanto riporta il nytimes, l’alleanza tra Egitto e Arabia Saudita, due dei paesi sunniti più influenti al mondo, è stata tesa per oltre un anno, a causa del rifiuto dell’Egitto di sostenere gli sforzi bellici sauditi in Siria e Yemen, pur avendo ricevuto più di 25 miliardi di dollari in aiuti dal 2013. L’Arabia Saudita ha finanziato l’Egitto, nel tentativo di salvare l’economia egiziana, martoriata da disordini politici dalla rivolta del 2011. Il verdetto potrebbe inasprire ulteriormente i rapporti dei due paesi, ma non arrivare a romperli. Molti analisti concordano sul fatto che l’Arabia Saudita voglia salvaguardare l’alleanza con l’Egitto.

Il verdetto di lunedì, rilasciato dal più alto tribunale amministrativo, è definitivo e non può essere oggetto di alcun ricorso presso un altro qualsiasi tribunale amministrativo. Anche se il governo egiziano sembra voler “rivolgersi” alla Corte Costituzionale Suprema in quanto metterebbe in discussione il diritto del tribunale amministrativo di pronunciarsi sulla questione.

“Non rientra tra le funzioni dei tribunali amministrativi rivedere tali decisioni”, ha detto Rafik Sherif, il vice capo dell’Autorità cause dello Stato, l’organismo ufficiale che rappresenta il governo in questo caso e in tutte le controversie legali. “Questi sono atti sovrani, e la magistratura non ha il diritto di metterli in discussione”.

Gruppi per i diritti hanno accusato i giudici egiziani di essere condiscendenti nei confronti del governo del presidente, Abdel Fattah el-Sisi, da quando è salito al potere nel 2013. Ma una minoranza di giudici, soprattutto quelli in giurisdizioni superiori, secondo gli analisti, hanno custodito gelosamente la loro indipendenza e hanno, a volte, agito come controllori autonomi sui poteri di Sisi.

Secondo quanto riportato da questo blog nel mese di aprile, Il Governo egiziano aveva annunciato, nello stesso mese, che si stava trasferendo la sovranità di Tiran e Sanafir, aride isole disabitate alla foce del Golfo di Aqaba, all’Arabia Saudita e che si trattava di una semplice restituzione di territorio che l’Arabia Saudita aveva ceduto all’Egitto nel 1950.

Nel 1950 l’Egitto occupò le due isole d’accordo con il governo saudita, che decise di metterle temporaneamente sotto il controllo egiziano in funzione anti-israeliana. Il blocco dello stretto di Tiran da parte dell’Egitto causò la guerra dei sei giorni del 1967, quando Israele catturò le due isole e ne mantenne il controllo fino a marzo 1979, anno della firma del trattato di pace con l’Egitto.

Il trasferimento delle due isole, che sono a meno di cinque miglia dalle coste di entrambi i paesi, è il prodotto di una negoziazione di sei anni sui confini marittimi, dal 2010 ci sono stati 11 round di negoziazioni. Il valore delle isole è per lo più strategico, e sono disabitate, ad eccezione di Tiran dove sono di stanza forze di peacekeeping, la maggior parte americane, come parte dell’accordo di pace del 1979 tra Israele ed Egitto.

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