Gorbaciov a favore del dialogo Russia-Occidente

L’ex leader sovietico e premio Nobel per la Pace, Mikhail Gorbaciov, ha dichiarato che dovrebbe essere sottoscritto un nuovo accordo simile a quello dell’Helsinki Final Act del 1975.

Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa russa, TASS, Gorbaciov in una intervista del 17 agosto al quotidiano Komsomolsaya Pravda, riferisce che “è necessario avere un nuovo accordo di Helsinki. Dovremmo essere d’accordo sul fatto di non consentire un’escalation come quella dell’Ucraina.” “Sono necessarie quindi non solo le norme ma anche le regole di comportamento. E dovrebbero essere rigorosamente rispettate”, ha sottolineato.

L’ex leader sovietico ha ribadito che aveva proposto misure tali da permettere la ripresa della cooperazione tra Russia e Occidente. “Ho parlato più volte delle misure che potrebbero contribuire a rettificare la situazione e riprendere la cooperazione. Per esempio, ho suggerito la firma di un patto anti-terrorismo nel framework delle Nazioni Unite che vieti il sostegno da parte degli Stati ai terroristi, ai gruppi estremisti, a tutti i movimenti che vogliono rovesciare i governi legali e vieti le forniture di armi a gruppi armati illegali”, ha commentato.

Gorbaciov ha detto di non essere interessato a diventare un mediatore nel dialogo tra le leadership di Russia e Occidente, ma ha fatto notare che “i veterani della politica globale sono obbligati ad avere voce in capitolo.”

L’Helsinki Final Act, noto anche come gli Accordi di Helsinki, è stato firmato nel 1975 da 35 Stati, tra cui Stati Uniti, Canada e la maggior parte degli Stati europei, nel tentativo di migliorare le relazioni tra il blocco comunista e l’Occidente, e fissare la loro comune accettazione dello status quo post-seconda guerra mondiale in Europa.

Gli accordi di Helsinki vennero visti come un passo significativo per la riduzione delle tensioni della guerra fredda con l’obiettivo di contribuire al miglioramento delle relazioni reciproche tra i paesi e di assicurare condizioni nelle quali i loro popoli possano godere di una pace vera e duratura, liberi da ogni minaccia o attentato alla loro sicurezza;

Gli accordi sono serviti come base per l’OSCE, la più grande organizzazione per la sicurezza regionale al mondo fondata nel 1975. L’Atto finale di Helsinki è stato l’atto finale della Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa svoltasi a Helsinki tra luglio e agosto del 1975. La dichiarazione venne firmata da trentacinque stati.

La “Dichiarazione sui principi che guidano le relazioni tra gli stati partecipanti” inserita nell’Atto finale (nota anche come “il decalogo”) elencava i dieci punti:

  • Eguaglianza sovrana, rispetto dei diritti inerenti alla sovranità;
  • Non ricorso alla minaccia o all’uso della forza;
  • Inviolabilità delle frontiere;
  • Integrità territoriale degli stati;
  • Risoluzione pacifica delle controversie;
  • Non intervento negli affari interni;
  • Rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, inclusa la libertà di pensiero, coscienza, religione o credo;
  • Eguaglianza dei diritti ed autodeterminazione dei popoli;
  • Cooperazione fra gli stati;
  • Adempimento in buona fede degli obblighi di diritto internazionale.

 

Elvio Rotondo

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