Gli Stati Uniti in supporto dell’Air Policing nei cieli della Bulgaria

L’aviazione degli Stati Uniti e quella bulgara condurranno congiuntamente l’air policing per proteggere lo spazio aereo bulgaro, dal 9 settembre 2016. Due jet F-15 americani da combattimento si uniranno ai MIG-29 della Bulgaria in questa missione, della durata di una settimana, come parte delle misure intraprese dalla NATO per la protezione degli alleati orientali in ambito dell’air policing. Fino ad ora, l’air policing sulla Bulgaria è stata condotta con mezzi nazionali. Sarebbe la prima volta che misure rafforzate di air policing della NATO vengono lanciate, in risposta ad una richiesta da parte delle stesse autorità bulgare.

Il vicesegretario generale della NATO Alexander Vershbow ha dichiarato che “la NATO si assume le proprie responsabilità per garantire la sicurezza e l’integrità del nostro spazio aereo molto seriamente”. “Questa missione è una dimostrazione di solidarietà e sostegno del nostro alleato bulgaro”.

Agli inizi dello scorso febbraio, il parlamento bulgaro aveva approvato emendamenti che consentivano la partecipazione di paesi alleati alle missioni per la difesa dello spazio aereo del paese. Un totale di 96 deputati avevano votato a favore delle missioni congiunte di air policing, 34 contro e tredici si erano astenuti. Secondo le modifiche, le missioni air policing saranno effettuate unicamente dalle forze armate bulgare o congiuntamente con le forze armate delle nazioni alleate.

Secondo l’agenzia di stampa di Sofia, Novinite, il Ministero della Difesa della Bulgaria, lo scorso mercoledì, ha riferito, in una dichiarazione separata, che alla fine di agosto circa otto velivoli dell’USAF, con i relativi membri dell’equipaggio e di servizio, saranno di stanza in Bulgaria, per l’implementazione della missione di air policing congiunta. Il Ministro della Difesa bulgaro, Nikolay Nenchev, aveva riferito, il mese scorso, che in un mese si sarebbero registrate almeno 10 violazioni dello spazio aereo del paese da parte di aerei militari russi che presumibilmente volavano con il transponder spento. Nenchev aveva descritto i casi come ”provocazione” mentre Mosca ha respinto tali accuse.

La NATO Air Policing è una missione che mira a preservare la sicurezza dello spazio aereo dell’Alleanza. Si tratta di un task collettivo e coinvolge la presenza continua – 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno – di aerei da caccia intercettori, che sono pronti a reagire rapidamente alle violazioni e infrazioni dello spazio aereo.

La NATO Air Policing ha il compito di organizzare e gestire la difesa aerea dei paesi alleati, che pur avendo una forza aerea, non sono dotati di reparti di difesa del proprio spazio aereo. I Scrambles (decollo in allarme) vengono lanciati in pochi minuti, in risposta agli aeromobili che non seguono le regole di volo internazionali o si avvicinano allo spazio aereo dei paesi membri della NATO.

La missione più nota dell’air policing della NATO è quella sui paesi baltici (Baltic Air Policing) iniziata nell’anno 2004, su richieste di Lituania, Estonia e Lettonia avanzate al momento del loro ingresso nell’Alleanza e motivate dall’insufficiente possesso di capacità e di strutture per la difesa aerea autonoma. Da quel momento, diciassette Stati membri della NATO, a rotazione, hanno sorvegliato lo spazio aereo delle tre Repubbliche baltiche.

 

 

Elvio Rotondo

 

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