Nave da guerra cinese avvistata in prossimità delle isole contese Senkaku/Diaoyu

Ancora tensione alta nelle acque del Mar Cinese orientale. Il governo giapponese ha riferito, nella giornata di oggi, della presenza di una nave da guerra cinese nelle acque contese vicino a un gruppo di isole controllato dai giapponesi.

I funzionari giapponesi hanno detto di aver convocato l’ambasciatore cinese a Tokyo, dopo che una nave da guerra, una fregata della classe “Jiangkai”, di quasi 4mila tonnellate, era stata avvistata a meno di 24 miglia nautiche dall’arcipelago disabitato, delle isole Senkaku, amministrato dal Giappone, ma rivendicato da Pechino come isole Diaoyu.

Secondo quanto riferito dai funzionari di Tokyo le navi giapponesi avevano contattato la fregata cinese, mentre si avvicinava alla zona contigua, avvertendola di cambiare rotta. La nave ha lasciato la zona dopo circa due ore.

La Cina invia regolarmente pattugliatori non militari nella zona, ma è stata la prima volta, durante la disputa sulle isole e le acque circostanti, che la Cina ha utilizzato una nave della marina per sfidare in modo diretto il Giappone.

Il capo di gabinetto giapponese, Yoshihide Suga, ha dichiarato in una conferenza stampa che “le azioni unilaterali della Cina creano tensione nell’area e sono allarmanti”. Il Primo Ministro Shinzo Abe ha ordinato lo stato di allerta alla Marina e alla Guardia Costiera giapponese.

Suga ha aggiunto che il Ministero della Difesa Nazionale cinese non ha esplicitamente confermato l’ingresso della nave nelle acque contese, ma ha difeso il suo diritto di inviare navi nella zona. “Le isole Diaoyu e le isole affiliate sono territorio cinese. Per le navi militari cinesi passare attraverso le acque sotto giurisdizione del paese è ragionevole e legittimo e gli altri paesi non hanno alcun diritto di fare commenti irresponsabili.”

Secondo le autorità marittime cinesi, le navi della Guardia Costiera di Pechino passano spesso vicino alle isole, e tre di loro lo hanno fatto di recente. La Guardia Costiera del paese è una forza civile, ma il governo ha modernizzato le sue navi al punto di renderle potenti.

La Cina ha dichiarato, nel 2013, una “zona di identificazione della difesa aerea” che comprende gran parte del Mar della Cina orientale, tra cui l’arcipelago delle isole Senkaku, che ha pattugliato con aerei da caccia.

Il Giappone ha sostenuto l’amministrazione americana nell’opposizione riguardo la trasformazione da parte della Cina delle scogliere e degli affioramenti contestati, nel Mar Cinese Meridionale, in isole artificiali con strutture militari.

L’avvistamento della nave cinese è avvenuto solo due giorni dopo che il segretario di Stato John Kerry e il suo omologo cinese, Yang Jiechi, hanno avuto uno scambio di opinioni fortemente divergenti sul Mar Cinese Meridionale, in una riunione a Pechino.

L’arcipelago delle Senkaku include cinque isole e tre scogli per una superficie totale di 6,3 kmq e si trova a circa 220 chilometri a nord–est di Taiwan, 370 chilometri ad est della Cina ed a sud–est di Okinawa. L’arcipelago si trova all’interno della rotta marittima in cui transita oltre il 90% del petrolio e del gas naturale diretti verso Cina e Giappone.

Un intervento militare cinese è abbastanza improbabile al momento e pericoloso, anche perché farebbe scattare l’articolo 5 del “Trattato di reciproca assistenza e cooperazione”, sottoscritto da Stati Uniti e Giappone nel 1960, che prevede che in caso di attacco contro il territorio giapponese gli USA intervengano in difesa di Tokyo.

Elvio Rotondo

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