Ucraina – supporto per lo sminamento umanitario da parte della NATO

La diffusa presenza di mine e di altri ordigni inesplosi nella zona del conflitto, nella parte orientale dell’Ucraina, continua ad essere motivo di preoccupazione per la popolazione. Nella guerra civile, scoppiata nella prima metà del 2014, le forze governative e quelle anti-governative avrebbero utilizzato munizioni a grappolo, mine e altri ordigni e al momento non si conosce l’esatta entità della contaminazione dei residui, almeno fino a che le ostilità non saranno cessate.

Il 26 maggio 2016 il SESU (Servizio per lo Stato di Emergenza dell’Ucraina) ha ricevuto l’equipaggiamento dalla NATO per la bonifica delle regioni di Donetsk e Luhansk che prevede la rimozione e la distruzione degli esplosivi residuati bellici (ERW), tra cui mine, munizioni e trappole esplosive. L’equipaggiamento è stato fornito attraverso un programma di partenariato e cooperazione tra la NATO e l’Ucraina, sviluppato nell’ambito del programma Scientifico per la Pace e la Sicurezza (SPS) della NATO, in stretta collaborazione con la NATO Support and Procurement Agency (NSPA).

L’evento è stato contrassegnato dalla presenza dell’Ambasciatore Sorin Ducaru, Segretario generale aggiunto della NATO per le sfide emergenti alla sicurezza.

Con un budget di circa un milione di euro, il progetto NATO SPS denominato “Supporto per lo Sminamento Umanitario in Ucraina” è stato avviato sulla base di una specifica richiesta da parte dell’Ucraina per salvaguardare la popolazione civile e consentire il ritorno degli sfollati nelle regioni colpite. Una richiesta immediata è stata la sostituzione di equipaggiamento perso dalle squadre di bonifica di ordigni esplosivi (EOD) del SESU, a causa del conflitto in corso.

Il sito ufficiale della NATO riporta che grazie alla sua accresciuta capacità di effettuare le attività di sminamento, il SESU fornirà un contributo significativo per salvaguardare e proteggere la popolazione civile nelle regioni di Donetsk e Luhansk colpite dal conflitto.

Secondo Mykola Chechotkin, capo del SESU, circa 7.000 chilometri quadrati delle regioni di Luhansk e Donetsk sono stati contaminati da esplosivi e richiedono lo sminamento umanitario da mine e granate. “Il progetto della NATO SPS migliorerà in modo significativo la sicurezza degli sminatori durante lo sminamento umanitario”.

Le squadre EOD (Explosive Ordnance Disposal) del SESU saranno dotate di moderne tecnologie di rilevamento e bonifica, tra cui rilevatori a doppio sensore di mine, localizzatori di bombe, attrezzature individuali di protezione e tute EOD, una serie di strumenti ed equipaggiamenti per la rimozione di munizioni.

Queste squadre riceveranno anche un addestramento specializzato per migliorare la loro capacità di rilevare e rimuovere ordigni esplosivi in modo sicuro e rapido. Secondo un articolo riportato da The monitor.com i casi di incidenti relativi ai UXO (unexploded explosive ordnance) vengono registrati quasi su base giornaliera.

 

Elvio Rotondo

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