Tensioni tra il Guatemala e il Belize

Sono ormai più di 150 anni che il Guatemala rivendica più della metà del territorio del Belize, da quando il suo piccolo vicino di casa era una colonia britannica nota come l’Honduras Britannico. Le tensioni tra i due paesi durano da molto tempo nonostante l’accordo di rivolgersi alla Corte Internazionale di Giustizia (ICJ), per cercare di risolvere la disputa territoriale a seguito di referendum separati. Il Belize è diventato indipendente nel 1981, ma il Guatemala non l’ha riconosciuto tale per oltre un decennio continuando le sue rivendicazioni territoriali e costringendo la Gran Bretagna a mantenere, fino a cinque anni fa, una piccola presenza militare nella sua ex colonia come deterrente. Al centro della questione c’è la frontiera mai definita tra i due Paesi. Il Guatemala reclama la sovranità su circa 12.272 chilometri quadrati attualmente appartenenti all’ex-colonia britannica del Belize. Si tratta di circa la metà della superficie del Paese. Secondo il governo del Guatemala, dal 1991 sono morti almeno 10 cittadini guatemaltechi sotto i colpi dell’esercito del Belize.

Alcuni giorni fa il Guatemala ha schierato 3.000 soldati lungo il confine con il Belize a seguito di una sparatoria dove è rimasto ucciso un adolescente guatemalteco. Il Ministro della difesa, Mansilla, ha fatto sapere che si tratta di una misura preventiva e non di una dichiarazione di guerra. Gli Stati Uniti hanno espresso preoccupazione per l’improvviso picco di tensioni tra le due nazioni centroamericane. Il Dipartimento di Stato ha rilasciato una dichiarazione tesa a “sollecitare calma e moderazione da entrambe le parti”.

Il Primo Ministro del Belize, Dean Barrow, in un messaggio audio registrato, ha detto che ha incontrato il Presidente guatemalteco, Jimmy Morales, a margine di una riunione delle Nazioni Unite a New York, per denunciare le misure guatemalteche che hanno portato “l’escalation della tensione ad un livello del tutto inaccettabile”. Barrow ha detto che entrambi si sono detti d’accordo sul fatto che “c’è un bisogno immediato di de-escalation delle tensioni”.

Ha aggiunto che un’inchiesta “imparziale” sui fatti, da parte dell’Organizzazione degli Stati Americani (OAS), è in corso. L’OAS (Organizzazione degli Stati Americani) e la Gran Bretagna hanno entrambe espresso preoccupazioni per le tensioni crescenti e hanno esortato i due vicini di lasciare la controversia nelle mani del ICJ.

L’OAS ha monitorato i colloqui tra i due paesi dal 2000, quando entrambi i paesi hanno cominciato a impegnarsi per una risoluzione della controversia.

Elvio Rotondo

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