I numeri dei combattenti dello Stato Islamico

Sarebbero tra i 27.000 e i 31.000 i combattenti, provenienti da 86 paesi, che si sarebbero recati in Siria e in Iraq per unirsi allo Stato Islamico e ad altri gruppi estremisti nella regione, secondo dati forniti dal Soufan Group.

6.000 sarebbero quelli provenienti dall’Europa – la maggior parte dei combattenti dalla Francia, Germania e Gran Bretagna.

Il Telegraph riporta che il numero di combattenti stranieri provenienti dall’Europa occidentale si è più che raddoppiato dal giugno 2014, mentre è rimasta relativamente invariata la provenienza da altre regioni come il Nord America.

Si stima che dal Regno Unito circa 760 jihadisti si siano messi in viaggio per la Siria e l’Iraq. Alcune stime dicono che la metà di questi sono tornati nel Regno Unito, mentre più di 50 sarebbero morti.

Il continente asiatico è quello con il maggior numero di cittadini che viaggiano in Siria e in Iraq, con una stima che va oltre le 14.000 persone nella zona del conflitto.

I paesi con il maggior numero di combattenti sono la Tunisia, l’Arabia Saudita e la Russia.

Circa 6.500 tunisini combatterebbero in Iraq e in Siria, mentre altri 5.000 sarebbero stati fermati prima di lasciare il paese per unirsi alla lotta.

Altri dati interessanti e inaspettati, provenienti dallo Stato islamico, sarebbero arrivati nelle mani di alcuni ricercatori, che dopo averli esaminati, hanno rivelato che i combattenti dello spietato gruppo di jihadisti dell’IS provengono da più di 70 nazionalità.

Secondo quanto riportato dall’agenzia France Presse, il 19 aprile scorso, i file di 11.000 persone sarebbero arrivati da un disertore che li ha consegnati alla rete televisiva statunitense NBC, anche se più della metà sono risultati essere stati duplicati. La NBC ha poi passato 4.600 di questi documenti al Centro per la lotta al terrorismo (CTC) di West Point.

Migliaia di documenti, apparentemente di “immatricolazione” dell’IS, erano arrivati, nel mese di gennaio, a un sito web di notizie dell’opposizione siriana. Nello scorso marzo il quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung e le emittenti tedesche avevano detto di aver acquisito dati simili. Anche i servizi di sicurezza tedeschi avevano avuto accesso a questo materiale.

Il CTC ha detto che confrontando i documenti ricevuti dalla NBC con quelli del personale dell’IS, ottenuti dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, è stato in grado di corroborare “circa il 98 per cento” di loro.

I moduli, compilati dalle reclute in arabo e che spesso includono le note inserite dai valutatori, si riferiscono a circa il 30 per cento delle circa 15.000 nuove reclute che sono entrate in Siria durante il 2013 e il 2014. L’analisi ha fornito non solo un quadro composito dei combattenti, ma anche un’idea di come l’IS stia “tentando di esaminare i nuovi membri, di valutarne il talento … e gestire un pool eterogeneo di reclute”, dice il rapporto, che è disponibile su il sito del CTC.

Stando ai documenti pervenuti, le reclute variano da un’età compresa dai 12 ai quasi 70 anni, anche se l’età media è di 26 o 27. Solo 400 sono quelli sotto i 18 anni entrati nell’auto-dichiarato “califfato” dello Stato Islamico. La nazione leader di provenienza, con 579 nuovi combattenti, è l’Arabia Saudita, seguiti dalla Tunisia (559), Marocco (240), Turchia (212), Egitto (151) e Russia (141). Dai file è emerso anche che 49 combattenti provengono dalla Francia, 38 dalla Germania, 30 dal Libano, 26 dalla Gran Bretagna, 11 dall’Australia e sette dal Canada, ma nessuno dagli Stati Uniti. Il 30 per cento riferiva di essere sposato, il 61 per cento era single, mentre per l’otto per cento il dato era sconosciuto. Generalmente ben istruiti’ – 1.371 avevano dichiarato di aver finito il liceo, mentre 1.028 riferiscono di aver frequentato l’università. “Il gruppo, nel complesso, sembra avere generalmente un buon grado di istruzione, soprattutto se confrontato con i dati delle Nazioni Unite sulla media degli anni di scolarizzazione nei paesi del dataset “, dice il rapporto.

I format hanno dimostrato che ufficiali dell’IS avevano intervistato le nuove reclute per valutare la loro idoneità per una serie di ruoli nell’apparato. “Lo Stato Islamico ha bisogno di attentatori suicidi, ma ha anche bisogno di personale per ricoprire ruoli di soldati convenzionali, di funzionari della sharia, polizia e posizioni di sicurezza o amministrative”, dice il rapporto CTC.

Dai dati presi in considerazione è emersa anche una nota da parte di un ufficiale responsabile del personale che riferiva a proposito di una nuova recluta: “Importante, ha esperienza nel campo della chimica”. Ma quando un 24enne turco, nuovo arrivato, riferiva a proposito della sua esperienza come trafficante di droga, il commento fu: “che Dio possa perdonare lui e anche noi!”. Circa il dieci percento di quelli presi in considerazione avevano, in precedenza, combattuto per la jihad, incluso un francese che aveva combattuto in Mali, mentre solo il 12 percento avevano detto di essere preparato per eseguire attacchi suicidi.

Una linea sul format viene lasciata vuota, almeno inizialmente: Data e luogo di morte.

In un intervista con France 24, Richard Barret, Vice Presidente del Soufan Group riferisce che ci sarebbero delle discrepanze con altri documenti rilasciati dallo Stato Islamico. I documenti provenienti presumibilmente dal gruppo Stato Islamico (IS) e acquisiti dai media tedeschi e inglesi conterrebbero una serie d’incongruenze che hanno sollevato dubbi sulla credibilità dei file. Gli addetti ai lavori sicuramente avranno fatto le opportune valutazioni, sui motivi della “fuga di dati” e sulla loro attendibilità. Ma se valutati reali e affidabili, questo tipo di informazioni sono certamente un tesoro per gli analisti di intelligence”.

 

Elvio Rotondo

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