Le isole di Tiran e Sanafir dall’Egitto all’Arabia Saudita

Durante una visita al Cairo, di cinque giorni, del re dell’Arabia Saudita, Salman, il 7 aprile scorso, l’Egitto ha accettato di cedere due piccole isole strategiche nel Mar Rosso. Il Governo egiziano ha annunciato, lo scorso sabato, che si stava trasferendo la sovranità di Tiran e Sanafir, aride isole disabitate alla foce del Golfo di Aqaba, all’Arabia Saudita. Il governo ha riferito che il trasferimento, in attesa di approvazione da parte del Parlamento, è semplicemente la restituzione del territorio all’Arabia Saudita. L’Arabia Saudita aveva trasferito le isole di Tiran e Sanafir sotto il controllo egiziano nel 1950.

Da quanto riportato dal sito israele.net, nel 1950 l’Egitto occupò le due isole d’accordo con il governo saudita, che decise di metterle temporaneamente sotto il controllo egiziano in funzione anti-israeliana. Il blocco dello stretto di Tiran da parte dell’Egitto causò la guerra dei sei giorni del 1967, quando Israele catturò le due isole e ne mantenne il controllo fino a marzo 1979, anno della firma del trattato di pace con l’Egitto.

Il trasferimento delle due isole, che sono a meno di cinque miglia dalle coste di entrambi i paesi, è il prodotto di una negoziazione di sei anni sui confini marittimi, dal 2010 ci sono stati 11 round di negoziazioni. Il valore delle isole è per lo più strategico, e sono disabitate, ad eccezione di Tiran dove sono di stanza forze di peacekeeping, la maggior parte americane, come parte dell’accordo di pace del 1979 tra Israele ed Egitto.

Secondo quanto riporta il NYT, l’annuncio ha suscitato le vivaci proteste degli egiziani che hanno considerato per decenni le isole, terra egiziana. Nel paese è iniziato un dibattito sul fatto che il presidente Abdel Fattah al-Sisi abbia fatto una concessione umiliante ad un ricco alleato. Nella marea di messaggi dei social media, i critici chiamano il presidente al-Sisi, “Awaad”, riferendosi ad un personaggio di una vecchia canzone egiziana che aveva venduto la sua terra – un atto vergognoso agli occhi degli egiziani rurali. Una piccola dimostrazione è scoppiata in piazza Tahrir, luogo delle proteste del 2011 che portarono alla cacciata del presidente Hosni Mubarak. Secondo un funzionario del ministero dell’Interno, almeno cinque persone sono state arrestate domenica scorsa.

La visita di Re Salman ha dominato la vita al Cairo per giorni, aggravando il traffico già notoriamente intasato della città durante gli spostamenti per il meeting presso il palazzo presidenziale e per la visita dell’antica moschea di Al Azhar. I funzionari egiziani e sauditi hanno sottoscritto almeno 15 accordi durante la visita del re, tra cui un pacchetto per lo sviluppo del Sinai e un finanziamento in cinque anni di 22 miliardi di dollari per rispondere ai bisogni petroliferi dell’Egitto.

Al Jazeera riferisce che la visita del re ha anche prodotto un accordo per costruire un ponte sul mare che colleghi i due paesi. Non è ben chiaro dove, anche se si pensa possa essere costruito coinvolgendo l’isola di Tiran, in quanto il punto dove i due paesi sono più vicini. Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi avrebbe già suggerito il nome: ” Re Salman Bridge”.

Secondo quanto riportato dal giornale israeliano, Haaretz, l’Egitto aveva informato Israele in anticipo sulla sua intenzione di trasferire la sovranità delle due isole nel Golfo di Aqaba all’ Arabia Saudita.

Durante i colloqui con l’Egitto, Israele ha chiarito che non si oppone alla cessione finché alle navi israeliane sarà garantita la libertà di navigazione nella zona, e finché il resto degli impegni, parte dell’accordo di pace con Israele, saranno onorati. L’Egitto ha confermato a Israele e agli Stati Uniti che il trattato sarà onorato, e lo stesso ha fatto, poi, il governo saudita con un annuncio pubblico.

Le due isole, Tiran e Sanafir, controllano l’ingresso al Golfo di Aqaba e i porti di Eilat e Aqaba, rispettivamente in Israele e Giordania. Tiran è la più vicina delle due alla costa egiziana, situata a circa sei chilometri (quattro miglia) dai Resort di Sharm el-Sheikh.

Il Trattato di Israele con l’Egitto del 1979 garantisce a Israele pieni diritti di passaggio marittimi nel Mar Rosso e attraverso lo Stretto di Tiran, un accordo imposto dalla presenza di una forza multinazionale schierata nella penisola del Sinai.

Per il presidente egiziano, cedere le isole potrebbe significare potenziali benefici diplomatici. Dal 2013, l’Arabia Saudita ha appoggiato l’economia in difficoltà dell’Egitto iniettando almeno 12 miliardi di dollari nelle casse egiziane. Le tensioni tra i paesi erano cresciute negli ultimi mesi, con l’Arabia Saudita irritata per la riluttanza dell’Egitto a seguire le sue aggressive politiche militari in Yemen e Siria.

 

Elvio Rotondo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *