Rapporto annuale 2015 dell’UNAMA (United Nations Assistance Mission in Afghanistan)

Secondo quanto emerge dal rapporto annuale dell’Onu sulla protezione dei civili nei conflitti armati, il numero delle vittime civili in Afghanistan nel corso del 2015, è il più alto mai registrato.

Il rapporto annuale, prodotto da UNAMA in collaborazione con l’Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (OHCHR), mostra che l’aumento degli scontri in aree densamente popolate, insieme ad attacchi suicidi nelle principali città, è la causa principale dell’alto numero di vittime civili nel 2015.

“Questo rapporto registra un ulteriore aumento del numero di civili feriti o uccisi”. “Il danno fatto ai civili è del tutto inaccettabile”, ha detto Nicholas Haysom, Rappresentante Speciale del Segretario Generale per l’Afghanistan e Capo di UNAMA. “Esortiamo chi infligge questo dolore al popolo afghano di intraprendere azioni concrete al fine di proteggere la popolazione e porre fine alle uccisioni e alle menomazioni di civili nel 2016.”

Secondo il documento di UNAMA, nel 2015 ci sono state 11.002 vittime civili (3.545 morti e 7.457 feriti), superando i precedenti livelli registrati nel 2014. Gli ultimi dati mostrano un incremento complessivo del 4% nel corso del 2015 rispetto all’anno precedente. UNAMA ha iniziato a documentare sistematicamente il numero delle vittime civili nel 2009.

Il confronto sul terreno delle parti in conflitto ha causato il maggior numero di vittime civili totali (morti e feriti), seguito dalla deflagrazione di ordigni esplosivi (IED), da attacchi suicidi e attacchi complessi.

“Il popolo dell’Afghanistan continua a subire attacchi brutali e senza scrupoli, proibiti dal diritto internazionale”, ha dichiarato l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Zeid Ra’ad Al Hussein. “Questo sta accadendo con la quasi totale impunità”. “Gli autori delle violazioni, documentati da UNAMA e dal mio staff, devono essere chiamati a risponderne e la comunità internazionale dovrebbe ribadire molto di più vigorosamente che i diritti dei civili devono essere tutelati “.

Gli elementi anti-governativi continuano a causare il maggior danno – il 62% di tutte le vittime civili – anche se dal 2014 è stata registrata una riduzione del 10% del totale delle vittime civili causate dai loro attacchi. Nonostante la diminuzione complessiva, il rapporto documenta il crescente uso da parte di elementi anti-governativi di tattiche che causano, intenzionalmente o indiscriminatamente, danni ai civili, tra cui uccisioni mirate, attacchi complessi e suicidi e uso di IED a pressione. Questa riduzione di vittime da parte di elementi anti-governativi va vista però alla luce dell’aumento delle vittime non attribuite.

Le forze filo-governative hanno causato (tra morti e feriti) il 17 % delle vittime civili – il 14% da parte delle forze di sicurezza afghane, il 2% da forze militari internazionali, e l’1% da parte dei gruppi armati filo-governativi. Il rapporto documenta un aumento delle vittime civili causate dalle forze filo-governative, anche durante gli scontri sul terreno, le operazioni aeree e nelle attività dei gruppi armati filo-governativi.

I combattimenti tra le parti in conflitto hanno causato il 17% delle vittime civili, che non possono, però, essere attribuiti a una parte specifica.

Nel 2015, UNAMA ha documentato un aumento del 37% delle vittime donne e un aumento del 14% delle vittime bambini.

“Nel 2015, il conflitto ha causato danni estremi alla popolazione civile, con conseguenze particolarmente spaventose per i bambini”. “Un numero, senza precedenti, di bambini è stato ucciso e ferito inutilmente lo scorso anno – uno ogni quattro vittime nel 2015 era un bambino”, ha detto Danielle Bell, Direttore dei Diritti Umani di UNAMA. “Altri bambini hanno sofferto la perdita dei genitori, in misura maggiore delle loro madri, sorelle e modelli di riferimento femminili – una vittima su 10 era una donna.”

 

Elvio Rotondo

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