Falkland/Malvinas – nuovo approccio dell’Argentina verso la Gran Bretagna?

Le isole Falkland sono un arcipelago dell’Atlantico meridionale con circa 200 isole, note alle cronache soprattutto per la guerra del 1982 tra la Gran Bretagna e l’Argentina per la sovranità. Nei primi giorni di quest’anno secondo notizie riportate dal “Telegraph”, il nuovo governo conservatore di Buenos Aires, il 3 gennaio scorso, aveva dichiarato che continuerà a fare pressione per reclamare il  territorio conteso delle isole Falkland, sperando che il cambio di governo di Buenos Aires possa inaugurare una nuova era di migliori relazioni con Londra.

Sembra che il nuovo presidente dell’Argentina, Mauricio Macri, ex sindaco di Buenos Aires, possa avere un approccio più conciliante, adottando una linea di condotta meno aggressiva, rispetto al suo predecessore, Cristina Kirchner.

I rapporti diplomatici tra il Regno Unito e l’Argentina si sono deteriorati nel corso degli otto anni del governo populista di Cristina Kirchner, che aveva messo il futuro delle isole al centro della sua politica estera.

“L’Argentina rinnova il suo fermo impegno a risolvere/superare pacificamente le divergenze, nel rispetto del diritto internazionale”, ha dichiarato il ministero degli Esteri.

Buenos Aires ha invitato il Regno Unito a riprendere al più presto i negoziati volti a risolvere in modo equo e definitivo, la controversia sulla sovranità sulle Isole Malvinas/Falkland, Georgias del Sud, Sandwich meridionali e spazi marittimi circostanti.

L’Argentina insiste sul fatto di aver ereditato le remote isole Falkland dalla Spagna, quando ottenne l’indipendenza.

Invase l’arcipelago nel 1982, provocando una guerra di due mesi, in cui 649 militari argentini e 255 soldati britannici e marinai rimasero uccisi.

Il Regno Unito replica che sono storicamente sotto il suo dominio e che gli isolani dovrebbero avere il diritto di auto-determinazione.

La signora Kirchner aveva fatto infuriare i ministri britannici, durante il suo periodo come Presidente dell’Argentina, chiedendo a David Cameron di “rispettare le risoluzioni delle Nazioni Unite” – un riferimento a una risoluzione del 1964 che richiamava al dialogo sul futuro delle isole, quindi l’unica via per risolvere la questione sarebbe la ripresa dei negoziati tra Argentina e Regno Unito.

Un referendum nel 2013 ha visto oltre il 98 per cento degli isolani rifiutare l’indipendenza – un risultato che ha avvalorato l’ipotesi di David Cameron, che i residenti delle Falkland dovrebbero decidere il proprio destino.

Altro motivo del contendere tra i due paesi sono i giacimenti petroliferi che potrebbero trovarsi nei pressi delle isole contese, insieme ai diritti di pesca nell’arcipelago. Nel mese di dicembre dello scorso anno, due delle più grandi società specializzate nell’esplorazione di petrolio e gas, nelle isole Falkland, erano in procinto di fondersi in un’unica società. L’intenzione della società Rockhopper era di acquistare la Falkland Oil and Gas Ltd (FOGL) per un affare del valore di 57 milioni di sterline. La nuova società sarebbe il più grande detentore di licenze di perforazione nel bacino del Nord delle Falkland, rendendola la più competitiva del mercato attuale. Si pensa siano recuperabili al largo delle coste delle isole Falkland, nl raggio di 200 miglia nautiche di distanza dalle due isole, fino a 1 miliardo di barili di petrolio,. Ciò rappresenterebbe potenzialmente la scoperta della più grande zona ricca di idrocarburi sul territorio britannico, al di fuori del Mare del Nord, e una preziosa aggiunta alle forniture energetiche globali. Entrambe le società, Rockhopper e FOGL, lo scorso anno, hanno rivendicato successi esplorativi nella regione.

Secondo quanto riporta il Telegraph, recenti perforazioni della Rockhopper, nel giacimento Sea Lion a nord delle isole Falkland – che condivide con Premier Oil, potrebbero portare a un’abbondante fornitura di petrolio nella regione. Le sue perforazioni avevano sollevato tensioni con l’Argentina.

La ricerca del petrolio intorno alle isole Falkland iniziò nei primi anni 70’, quando le indagini rudimentali identificarono timidi segnali che il petrolio potesse essere sotto i mari intorno alle isole, che si trovano a 8.000 miglia dalla terraferma britannica.

 

Elvio Rotondo

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