Bahrein, Sudan ed Emirati Arabi Uniti con l’Arabia Saudita contro Teheran

A dare il via alle tensioni tra Iran e Arabia Saudita è stato l’annuncio del 2 gennaio, del Ministero degli Affari Interni di Rhyad, dell’esecuzione di 47 persone accusate di terrorismo. Tra di loro c’era Nimr al-Nimr – uno dei principali promotori del movimento per l’uguaglianza e la riforma costituzionale, contro la discriminazione della minoranza sciita che vive nella parte orientale dell’Arabia Saudita.

Tre paesi a guida sunnita si sono schierati dalla parte dell’Arabia Saudita contro l’Iran, tagliando o riducendo le relazioni diplomatiche con Teheran, contribuendo al peggioramento di un conflitto geopolitico di dimensioni settarie in una delle regioni più instabili del mondo.

Le proteste diplomatiche dei tre paesi – Bahrein, Sudan ed Emirati Arabi Uniti – sono arrivate in seguito alle note vicende che hanno visto i due paesi contrapporsi sull’esecuzione dello sceicco Nimr al-Nimr e ai conseguenti disordini avvenuti in Iran contro l’Ambasciata e al consolato saudita.

Il 2 gennaio, manifestanti iraniani hanno saccheggiato e dato fuoco all’ambasciata saudita a Teheran e al Consolato saudita nella seconda città dell’Iran, Mashhad, dopo l’esecuzione, da parte dei sauditi, della condanna a morte di un religioso sciita, lo sceicco Nimr al-Nimr, che aveva criticato il trattamento del regno sunnita verso la minoranza sciita.

Gli annunci fatti il 4 gennaio dai tre alleati dell’Arabia Saudita hanno aggiunto all’atmosfera un senso d’inquietudine nella regione.

Le relazioni tra l’Iran sciita e il Bahrain, paese insulare a maggioranza sciita (61.3%) governato da una monarchia sunnita, erano già modeste, con il Bahrain che aveva accusato l’Iran d’ingerenza negli affari interni sostenendo vari gruppi di opposizione sciiti sin dall’inizio della primavera araba, nel 2011.

Nel mese di ottobre, dopo aver accusato l’Iran di spedire armi sull’isola, il Bahrain ha richiamato il suo ambasciatore a Teheran ed espulso l’incaricato d’affari iraniano dalla capitale Manama. Mentre, i rapporti tra le dinastie regnanti del Bahrain e dell’Arabia Saudita sono sempre stati ottimi, tanto che nel 2011, durante la primavera araba e la rivolta del Bahrein, che sembrava minacciare la monarchia del paese, Manama decise di chiamare in soccorso le forze saudite per reprimere la ribellione. Un migliaio di soldati sauditi entrò in Bahrain per proteggere il regime sunnita, dispiegati come forza d’intervento inter-araba, detta “Scudo della Penisola”, creata nel 1984.

Il 4 gennaio, l’agenzia di stampa iraniana Fars, ha riferito che il Sudan, a maggioranza sunnita, ha espulso, dalla capitale Khartoum, l’ambasciatore iraniano, per protestare contro l’attacco all’ambasciata saudita. Il Sudan ha richiamato anche il suo ambasciatore in Iran. A tal proposito il governo dell’Arabia Saudita avrebbe fatto sapere che il Sudan ha così agito a causa delle interferenze iraniane nella regione, attraverso un approccio settario. Il Sudan ha partecipato attivamente, insieme ad Egitto, Pakistan ed Algeria, nella coalizione militare delle monarchie sunnite a guida saudita, all’attacco contro gli sciiti Houthi nello Yemen.

Gli Emirati Arabi Uniti, che avevano già formalmente protestato contro l’attacco all’ambasciata, sempre lo stesso giorno, hanno diminuito le loro relazioni richiamando l’ambasciatore a Teheran e hanno ordinato una riduzione del numero di diplomatici iraniani di stanza negli Emirati.

Il Ministero degli Affari Esteri degli Emirati, ha detto, in un comunicato, che “questa misura eccezionale è stata presa alla luce della continua interferenza iraniana negli affari interni del Golfo (Gulf Cooperation Council) e dei paesi arabi, che ha raggiunto livelli senza precedenti”.

Si prefigura un vero e proprio confronto, nella regione, tra shiiti e sunniti che se non fermato prontamente potrebbe portare ad un punto senza ritorno una situazione già incandescente. La Russia che, come l’Iran, sostiene il governo del presidente siriano, Bashar al-Assad – si è offerta, di mediare l’escalation delle tensioni tra Arabia Saudita e Iran.

 

Elvio Rotondo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *