Difficoltà per le forze di sicurezza nel sud est dell’Afghanistan

L’Afghanistan, oltre ad affrontare la minaccia dei Talebani e di gruppi d’insorgenti pare essere diventato anche l’arena dove affiliati dell’ISIS continuano a reclutare militanti e vincere le resistenze di parte della popolazione. Da notizie riportate da agenzie stampa, una parte della provincia di Nangarhar, nella zona orientale del paese, al confine con il Pakistan, sembrerebbe occupata da un gruppo affiliato all’Isis. Sembra che la presenza di questo gruppo risalga all’estate del 2014, quando un un’ex detenuto di Guantanamo Bay, con collegamenti, nel passato, a gruppi talebani e pakistani annunciò la sua alleanza con il leader dell’ISIS, Abu Bakr al-Baghdadi.

Il gruppo avrebbe conquistato quattro distretti a sud di Jalalabad (capoluogo della provincia) come parte del piano per creare una nuova provincia del sedicente ‘califfato’. Circa 1.600 combattenti sarebbero coinvolti nell’operazione, guidata dal gruppo regionale affiliato all’ISIS, “Wilayat Khorasan”.

Lo stesso gruppo, il 18 aprile, aveva rivendicato l’attacco suicida avvenuto sempre nella città di Jalalabad, all’esterno di una banca dove morirono 33 persone e altre 100 rimasero ferite. In quell’occasione, a parlare per nome dello Stato Islamico in Afghanistan era stato il suo portavoce Shahidullah Shahid.

Alcuni sostenitori del gruppo avrebbero mostrato, su twitter, il campo di addestramento denominato “sceicco Jalaluddin”, dal nome di un ex mufti di Khorasan, ucciso in un attacco aereo americano nel mese di ottobre. Secondo il Long War Journal, probabilmente, questo campo si troverebbe nella provincia di Nangarhar nell’est dell’Afghanistan.

Intanto, l’esercito afgano cerca di contenere la minaccia, ma con pesanti perdite, fino a 500 morti al mese. Mentre migliaia di abitanti dei villaggi avrebbero abbandonato le loro comunità, nel tentativo di sfuggire alla minaccia che avanza e dagli orrori che sarebbero stati costretti a subire come decapitazioni pubbliche, estorsioni e altre brutture.

Si pensa che l’allargamento del gruppo sia stato facilitato dalla frammentazione dei gruppi talebani a causa di faide interne e al ritiro delle truppe occidentali.

Un diplomatico a Kabul ha dichiarato al Times che l’ISIS sarebbe diventato ormai “la bandiera di convenienza per gli scontenti dei talebani, dei talebani pakistani, e un assortimento di combattenti ceceni e uzbeki”.

Un portavoce del Pentagono ha detto che il governo degli Stati Uniti è consapevole della crescente presenza del gruppo in Afghanistan, e che stanno monitorando da vicino la situazione per vedere se la loro avanzata avrà un impatto significativo sulla regione.

Elvio Rotondo

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