L’onere del terrorismo – Onu inquieta per Boko Haram sul lago Ciad

boko-haraIl Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha recentemente espresso, nel corso di una riunione formale, la propria preoccupazione per la continua minaccia alla pace internazionale e alla sicurezza da parte del gruppo terroristico Boko Haram nell’area del Bacino del lago Ciad.

Il Consiglio di Sicurezza, pur riconoscendo i progressi compiuti contro Boko Haram a seguito di sforzi militari regionali comuni negli ultimi mesi, incoraggia una maggiore cooperazione regionale al fine di stroncare il gruppo terroristico, fermamente condannato per le sue continue violenze, le violazioni dei diritti umani e i rapimenti di massa compiuti nel bacino del lago Ciad.

Il Consiglio, riconoscendo l’onere economico che grava sui paesi interessati dagli attacchi di Boko Haram e accogliendo il continuo impegno degli Stati membri e dei partner internazionali che partecipano al sostegno della Multinational Joint Task Force (Mnjtf), ha invitato la comunità e i donatori internazionali a sostenerne, in particolare, la capacità operativa.

A tal proposito, l’African Union Commission (Auc) si propone di organizzare una conferenza dei donatori a sostegno degli sforzi degli Stati del bacino del lago Ciad e il Benin.

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Violenze incessanti e crescenti
La violenza nel nord della Nigeria, come in tutta l’area del Lago Ciad, non accenna a diminuire e ne sono dimostrazione gli ultimi attentati avvenuti nella metà del mese di luglio nelle città di Gombe e Damaturu, che hanno causato l’uccisione di più di 60 persone.A determinare la morte di vittime innocenti sarebbero stati alcuni ordigni esplosivi fatti deflagrare nelle vicinanze di luoghi di culto nella città di Damaturu e in un mercato cittadino due giorni prima nella città di Gombe. Lunedì 27 luglio, il gruppo avrebbe ucciso e poi decapitato una ventina di pescatori ciadiani che stavano pescando nel lago Ciad nei pressi del villaggio di Baga.

L’area di maggiore preoccupazione è quella a ridosso del lago Ciad (con quasi 1,9 milioni di sfollati) che vede coinvolti diversi paesi tra cui la parte nord orientale della Nigeria (che rispetto al sud del paese è sottosviluppata, malgovernata e islamica), Camerun, Niger, Ciad e Benin.

A preoccupare, oltre al processo d’inaridimento del lago, che interessa circa 30 milioni di persone che vi abitano, sono purtroppo anche le penetrazioni terroristiche che da anni continuano a mietere vittime. Un fenomeno che da sola la Nigeria fatica a controllare, senza l’aiuto dei paesi frontalieri del bacino del lago che condividono il problema.

Malgrado il grosso impegno assunto da questi paesi e l’aiuto di altre organizzazioni internazionali, il gruppo terroristico Boko Haram continua a seminare terrore e a controllare buona parte del nord della Nigeria e le zone confinanti.

I lavori degli esperti
Alcuni mesi fa e precisamente nel mese di febbraio, si erano incontrati diversi esperti di alcune organizzazioni locali ed internazionali allo scopo di redigere la bozza del documento operativo della Mnjtf, forza regionale composta da Camerun, Nigeria, Ciad, Niger e Benin per combattere le minacce terroristiche del gruppo Boko Haram.

Esperti della Commissione del Bacino del lago del Ciad (Camerun, Ciad, Niger e Nigeria più il Benin), l’Unione africana (Au), l’Ecowas, l’Onu, rappresentanti della Ue e altre organizzazioni hanno partecipato all’incontro rendendo nota la bozza del documento, Concept of Operations (Conops), della Mnltf.

La Bozza, secondo un comunicato stampa, prevede la creazione di un ambiente sicuro e protetto nelle zone interessate dalle attività di Boko Haram e altri gruppi terroristici, allo scopo di:

– ridurre in modo significativo la violenza e gli abusi contro i civili nel pieno rispetto del diritto internazionale;
– facilitare l’attuazione di programmi di stabilizzazione complessiva da parte degli Stati membri del “Bacino del lago Ciad” e Benin nelle aree colpite, tra cui il pieno ripristino del potere statale e il ritorno degli sfollati e dei rifugiati;
– agevolare, nel limite delle sue capacità, le operazioni umanitarie e la fornitura di assistenza alle popolazioni colpite.

Il 12 giugno la Nigeria e i suoi vicini alleati hanno deciso che a guidare la nuova Task Force sarebbe stata proprio la Nigeria contro il nemico numero uno, Boko Haram. Un segnale del neo eletto presidente nigeriano Buhari, con il preciso intento di dare un duro colpo all’organizzazione terroristica islamica.

La forza sarà composta da 8.700 uomini e la leadership sarà della Nigeria con a capo il generale Iliya Abbah, la posizione di Vice Comandante verrà ricoperta da un ufficiale del Camerun, mentre nel primo anno la posizione di Capo di Stato Maggiore sarà assegnata ad un ufficiale ciadiano.

Se la forza agirà con armi, equipaggiamento adeguato e la determinazione che merita sarà un brutto colpo per i terroristi ma, ad un progetto del genere dovrà seguire un approccio politico diverso dal passato e soprattutto di sviluppo per le aree interessate per impedire al gruppo di Boko Haram di continuare a sfruttare il malcontento della popolazione, soprattutto di quella giovane.

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